AID Italia - La risposta alle tue domande sulla dislessia

Aid sezione di

Verona

Ecco alcune storie che abbiamo raccolto nella nostra associazione, casi pratici, piccoli contributi positivi che hanno migliorato qualcosa.

Il cambiamento passa anche attraverso di voi

Il cambiamento passa anche attraverso di voi

Il cambiamento passa attraverso anche attraverso noi stessi. Ecco alcune storie che abbiamo raccolto nella nostra associazione, casi pratici, piccoli contributi positivi che hanno migliorato qualcosa.

"Per sostenere mio figlio nel percorso di studio, per mantenere alto il suo "sentirsi capace", ho dovuto inventare mille strategie, che gli hanno permesso di imparare senza perdere la gioia di farlo, di resistere alla fatica, di sapere che vale per quello che è, non per il voto che prende. Tutti noi genitori di ragazzi dislessici abbiamo dovuto diventare degli esperti nel supportare i nostri figli e loro hanno dovuto diventare resistenti, tenaci, coraggiosi...E' per questo che le  esperienze di ognuno di noi, genitori e figli, rendono AID una risorsa incredibile e ognuno può essere utile per qualcun  altro e può anche aiutare la scuola a migliorarsi."

"Nella mia scuola non sapevano niente di dislessia, ma parlandone con la Dirigenza e con i professori, con pazienza e costanza, sono riuscita a sensibilizzarli. Ora, a distanza di anni, in quella scuola collaborano con AID con progetti di formazione e laboratori per i ragazzi"

"Quando ho avuto conferma che si trattava di dislessia, mi sono sentita sollevata. Finalmente capivo cosa c'era dietro le difficoltà di mio figlio. Poi però mi sono scontrata con i problemi scolastici, e mi sono preoccupata. Ho sentito la necessità di confrontarmi con le altre famiglie e con le loro esperienze, di essere consapevole delle tutele che la legge riservava ai DSA e delle potenzialità di mio figlio. Questo mi ha aiutato ad affrontare con più determinazione questo percorso insieme a lui"

"Ho deciso di diventare volontaria dell'associazione perché mi sono resa conto quanto era importante supportare l'attività di divulgazione su questi temi. E' indispensabile continuare a parlarne."

“I primi due anni di scuola elementare sono stati un incubo per mio figlio e di conseguenza per noi genitori. Poi arriva la diagnosi di dislessia (urrà, finalmente questo caos ha un nome) che ci fa ripartire con altro occhio e consapevolezza. Seguono anni "tribulati" ma durante i quali crescono pian piano in lui autonomia e perfino autostima (impensata prima!!). Parallelamente AID ci ha fatto sentire "normali" e non più soli: come è stato importante conoscere altre persone e le loro esperienze! La vera riscossa per lui arriva al primo anno di superiori in cui decide di "far vedere" finalmente a tutti - e in primis a se stesso - quanto vale!”

"Mia figlia frequenta l'ultimo anno di un liceo classico. Lo dico per rispondere a chi ci diceva che un DSA NON PUO' frequentare il classico. Non si nega sia difficile, che ogni anno si debba ridiscutere PDP, strumenti compensativi accettabili e compromessi su che cosa sia possibile dispensarla, che la sua auto-stima vacilli spesso. Ringrazio AID per la consapevolezza dei giusti diritti che spettavano a mia figlia, ma senza porsi con aggressività e disprezzo contro nessuno.”

“Sono volontaria AID perché tanto altro dobbiamo fare insieme, per aiutare i genitori ed i loro figli a vivere la scuola con meno angosce, per trasferire conoscenze e sensibilità agli insegnanti, così che in sinergia si possa agire per il meglio dei ragazzi.”

“Tutti gli adolescenti sono un po' “diversi”, gli studenti non sono tutti eguali, e la nostra esperienza ci ha dimostrato che non bastano i Regolamenti e le Linee Guida Ministeriali se poi chi deve operare direttamente con i nostri figli è convinto che la sola cosa che conta davvero è la mera trasmissione in aula di contenuti dati e l’esclusione di chi non raggiunge lo standard previsto nel modo previsto. Sicuramente in questi anni la mia partecipazione all’Associazione e le riunioni sono state determinanti e molto importanti per fare chiarezza e continuare ad andare avanti.”

"Abbiamo capito presto che qualche cosa non andava come previsto, a pochi mesi dall'inizio della prima elementare non riconoscevo più mio figlio, diventato agitatissimo, provocatorio e triste. La diagnosi ci ha confermato l'intelligenza, ma anche la presenza di disturbi severi in tutti gli ambiti dell'apprendimento. Sono stati anni molto duri, pieni di fatica e confusione, a quel tempo non era ancora stata approvata la legge 170 e molte informazioni mancavano: è stato necessario cambiare classe per la poca accoglienza, comprensione del disturbo e disponibilità al dialogo da parte delle maestre; eravamo assorbiti da un lavoro riabilitativo molto impegnativo e stancante, mal accettato da mio figlio; difficoltà nel capire quale fosse il percorso più idoneo, anche a causa di informazioni contrastanti che arrivavano da parte di differenti professionisti. Lo sportello AID ci ha re-indirizzati nei momenti di maggiore confusione. Abbiamo trovato una classe accogliente e una dottoressa che lo ha preso in carico veramente. Non eravamo più soli! Siamo andati avanti, senza mollare mai, anche se a volte mi sembrava di rovinare l'infanzia di mio figlio. Siamo rimasti indietro rispetto al programma scolastico per molto tempo, trovando di volta in volta le mediazioni necessarie per sostenere la sua motivazione, per capire insieme alla dottoressa ed agli insegnanti quali obiettivi fossero raggiungibili in un dato momento, cercando di lavorare insieme per il suo bene. Ho scelto una scuola privata per le secondarie di primo grado, considerandolo un investimento, per dargli tempo di apprendere un metodo di studio. Ho potuto fare questa scelta e ho deciso di diventare una volontaria AID per aiutare e sostenere famiglie, ragazzi ed insegnanti, per far crescere la consapevolezza che esiste un modo di apprendere differente, valido, che permette di crescere e mantenere viva la curiosità e la voglia di imparare. Mio figlio è cresciuto, oggi frequenta un liceo, ha imparato a studiare, ha una buona autostima, è socievole ed ha tempo da dedicare ad altri interessi. In altre parole: sta bene ed è sereno!"

"Da quando è molto piccolo gli ho sempre letto una pagina di un libro prima di addormentarsi. Ed è stato bello sapere che questo lo ha aiutato ad arricchire il suo lessico e a rendere meno severa, una volta cresciuto, la sua dislessia"

Se volete aggiungere anche la vostra piccola testimonianza positiva (max 500 caratteri) contattateci via mail a info.verona@aiditalia.org o sulla nostra pagina Facebook

Insieme è più facile

Condividi
Questo sito web utilizza dei cookies tecnici e cookies di terze parti, al fine di raccogliere informazioni statistiche sugli utenti. Per saperne di più e per la gestione di tali cookies, continua con la lettura. Se prosegui la navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) manifesti il tuo consenso all'uso dei cookies e delle altre tecnologie di profilazione impiegate dal sito. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. AUTORIZZO.